Incostituzionale il canone di depurazione e acque reflue nei comuni dove il servizio è inesistente.

Nella giornata di ieri venerdì 10 ottobre è stata depositata la Sentenza della Corte Costituzionale, la n. 335, in cui si afferma, in modo clamoroso, che l’art. 14 comma 1 della famosa Legge n. 36/94 (Legge Galli) “Disposizioni in materia di risorse idriche“ è incostituzionale nella parte in cui obbliga al pagamento della tariffa (depurazione e fognatura) anche in assenza del servizio”.
Secondo i giudici della Consulta il primo comma dell’articolo 14 della legge Galli è “irragionevole” in quanto non trova corrispondenza con il corrispettivo contrattuale richiesto.
In altre parole non è corretto far pagare i canoni di depurazione in quei comuni in cui questo servizio non viene espletato, quindi i relativi gestori non possono addebitarli in bolletta.
Una prima conseguenza della decisione della Corte è che coloro che hanno pagato la tariffa ingiustamente, da una prima lettura, della sentenza possono chiedere la restituzione delle somme versate negli ultimi cinque anni in quanto l'annullamento è retroattivo e, per legge, i crediti relativi ai servizi di fornitura si prescrivono in cinque anni.

Sentenza n. 335/2008 (scarica file PDF)