Luglio e Agosto sono, o almeno per qualcuno dovrebbero essere, mesi di vacanze. Non per i volontari dell’Associazione Consumatori Siciliani che proprio a partire dal primo del mese si stanno trovando, con la solita pazienza, dedizione e spirito di sacrificio ad affrontare una nuova ondata di atti di ingiunzione inviati dalla A.I.P. per il recupero delle somme dovute all’ATO ME 2 per la riscossione della T.I.A. (Tariffa Igiene Ambientale). Tariffa, ricordiamo, la cui legittimità gli utenti che aderiscono alle varie associazioni contestano già dal luglio 2006 attraverso ormai migliaia di ricorsi presentati in Commissione Tributaria Provinciale. “La Commissione Tributaria di Messina – dichiara Nicola Calabria, presidente dell’Associazione – con le sue sentenze ha annullato le fatture emesse dall’ATO ME 2 perché la tariffa applicata (T.I.A.) non è in vigore in quanto non approvata dagli organi competenti, ovvero i consigli comunali. Poiché, tuttavia, nelle sentenze emesse dalla Commissione stessa si legge che «Impregiudicato resta, ovviamente, il diritto dell’ATO ME 2 di richiedere in altra competente sede e sotto altro profilo, la determinazione e la liquidazione di un corrispettivo prestato» (vale a dire che la società d’ambito dovrebbe rivolgersi alla giustizia ordinaria per determinare la tariffa equa da far pagare agli utenti), l’Associazione Consumatori Siciliani ha avanzato la proposta di far pagare ai cittadini quanto pagavano ai comuni in base alla Ta.R.S.U. (Tariffa Rifiuti Solidi Urbani) vigente nell’anno 2004, la quale deve ritenersi prorogata per legge anche agli anni successivi, non risultando la T.I.A. essere stata mai, né legittimamente istituita né determinata”. Su questa proposta c’è stata anche l’intesa con tutte le più importanti associazioni dei consumatori presenti sul territorio, tra cui Cittadinanzattiva e Assopensionati, le quali hanno dato la loro disponibilità ad un incontro e ad un tavolo tecnico con il Prefetto. Un’affollata assemblea di cittadini a Gioiosa Marea, un’altra a Patti e altre tenutesi nei comuni in cui l’Associazione Consumatori Siciliani è presente, l’hanno messa ai voti e approvata a larga maggioranza. Mentre per ciò che concerne gli avvisi di ingiunzione l’ATO, per voce del suo Presidente - dott. Andrea Paratore - precisa che “i cittadini che hanno ricevuto l’atto di ingiunzione al pagamento della fattura ATO, ma che avevano già fatto ricorso per la precedente fattura, dovranno aspettare l’esito”; sulla proposta di Nicola Calabria si dichiara disponibile alla trattativa anche al fine di evitare il contenzioso in tribunale per il pagamento di un servizio di cui, bene o male, il cittadino usufruisce. Da settembre si potrebbe, dunque, tornare a pagare la Ta.R.S.U. per il 2008, tenuto conto delle diverse percentuali, variabili da comune a comune. “C’è la consapevolezza nella gente - conclude Nicola Calabria - che si corra il rischio che il nostro territorio diventi una seconda Campania, per cui si vuole evitare il disastro. Indipendentemente da come andrà a finire con la vicenda ATO in Sicilia, ritengo che la strada di far pagare la Ta.R.S.U. a coloro i quali hanno fatto ricorso in Commissione Tributaria sia da seguire su scala regionale per far abbassare il debito dei comuni ed evitare il rischio di dissesto finanziario che comporterebbe il licenziamento dei dipendenti e l’innalzamento delle aliquote delle tasse comunali. Per questo motivo chiederemo la convocazione di una riunione del Coordinamento Regionale per decidere di adottare questa linea in tutta la Sicilia”.