Anche l’Associazione Consumatori Siciliani denuncia il caro prezzi di molti prodotti dall’agricoltura alla cartoleria, dai generi alimentari alla carne, dal pane al sale che non risparmia neppure la città di Patti. Infatti da una prima analisi dell’Osservatorio Prezzi dell’Associazione Consumatori Siciliani emergono dati eclatanti.
“Le patate sono pagate nelle aziende agricole di Patti e dintorni a circa venti centesimi al chilo e venduti al dettaglio intorno ad un euro, i peperoni sono acquistati a trenta centesimi e venduti ad un euro e sessanta, ciò è certamente l’emblema di un sistema malato che penalizza il consumatore. Dal produttore al consumatore si arriva passando attraverso grossisti, rivenditori, filiere varie dove tutti devono guadagnarci qualcosa” spiega il presidente dell’Associazione Nicola Calabria “sono stati pochi i comuni dei Nebrodi che per esempio hanno aderito alla possibilità proposta dalla regione dei mercati contadini, che avrebbero certamente evitato speculazioni e aiutato l’economia agricola visto che nei Nebrodi l’agricoltura è ancora una parte importante. Non sappiamo se vi aderito la città di Patti”.
“Da un’analisi attenta dei prezzi al dettaglio abbiamo scoperto che ci sono prodotti” che arrivano ad avere rincari anche del 300% come le cipolle, l’aglio, i pomodori, le zucchine” continua Calabria “pagate pochi centesimi al produttore. Una vergogna!”.
“Anche nel settore cartoleria c’è molta speculazione” dichiara Nicola Calabria “uno zaino di marca dal distributore a Messina si compra venti euro che a Patti viene rivenduto sui settanta euro, ciò vale anche per penne, quaderni, diarii, matite e gomme con rincari dal 200 al 400%. L’aumento dei prezzi è dovuto anche al fatto che la pressione fiscale attanaglia gli esercizi commerciali e la politica rimane al palo a guardare”.
“I rimedi ci sono, ma non sono applicati” spiega Nicola Calabria “si stanno impoverendo le famiglie, si sta diminuendo la loro capacità d’acquisto, ma anche la possibilità di risparmio come rilevato da uno studio della Fondazione Curella effettuato presso le banche. Il sistema economico è malato, l’entrata dell’euro ha portato molta speculazione e non ci sono stati quei controlli necessari ad evitarli”.
“La domanda che ci poniamo” termina Nicola Calabria “è se ce la volontà politica di affrontare con serietà e con gli strumenti che la legge offre il caro-prezzi, se si vuole attuare una politica a favore delle famiglie o favorire solo i grandi centri di distribuzione e le grandi società che speculano sui produttori”.
A giorni l’Osservatorio prezzi dell’Associazione Consumatori Siciliani renderà noti i risultati del monitoraggio di tutti i prodotti che compongono il paniere. Il monitoraggio che è stato fatto presso i supermercati della zona con risultati che hanno dell’incredibile e con beni il cui prezzo oscilla ogni quindici giorni per esempio mele, pere, anguria, banane, birra, risme di carta formato A4 ecc.